Oggi seconda economia del Sudamerica dopo il Brasile, la Colombia rappresenta, con il Perù, l'astro nascente del continente sudamericano e continua a crescere.

L’aumento medio del PIL nell’ultimo decennio è stato del 4% e sempre di segno positivo anche in piena recessione mondiale.

Ha una grandissima varietà di ricchezze naturali. Grande produttore di oro, rame, argento, carbone e pietre preziose, specie gli smeraldi, grazie agli importanti giacimenti di petrolio e alle innovative tecnologie impiegate per la sua estrazione, la Colombia si sta attivando per allargare i suoi orizzonti di esportazione.

Grazie poi, alle favorevoli condizioni fisiche e climatiche, la produzione agricola appare estremamente diversificata. Così se nelle zone calde si coltivano cotone, riso, canna da zucchero, cacao e frutti esotici, nelle zone più temperate si trovano caffè, agrumi, ortaggi e in quelle più fredde orzo, patate e frutta.

Pur essendo un paese politicamente stabile, la sua immagine internazionale resta ancora tenacemente legata al suo passato, quando negli anni '80 e '90 era considerata, e a ragione, la patria del narcotraffico, (oggi i cartelli della droga si sono trasferiti in Messico) e la percezione generalizzata all'estero è ancora quella di un paese pericoloso per l'investitore. Tuttavia gli sforzi portati avanti dal Governo di Alvaro Uribe prima e di Juan Manuel Santos poi, per uno sviluppo complessivo del paese con particolare attenzione alle infrastrutture e più in generale all'innovazione, insieme ad una campagna di riabilitazione dell'immagine stanno dando buoni frutti.

Resta da chiudere il processo di pacificazione con i guerriglieri del FARC (le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia), ma mai le trattative per la pace sono state così vicine ad una conclusione come negli ultimi mesi. I negoziati in corso all’Avana, sotto gli auspici di vari Paesi, procedono in forma pubblica dal dicembre del 2012, dopo una fase segreta di vari mesi in cui le parti hanno stabilito i principi, i parametri e l’agenda dei negoziati. È auspicabile una chiusura dei negoziati nel corso del 2015.

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